pgmrossoI Conventi Cappuccini liguri, in questo periodo, stanno ricevendo la visita del Padre Generale dell'Ordine (il responsabile dei frati Cappuccini di tutto il mondo) P. Mauro Johri - di origine svizzera - e del suo Consigliere P. Raffaele Della Torre.

Con grande gioia son stati accolti da una rappresentanza di frati nel Convento di Monterosso: una pausa di ristoro dalle grandi fatiche nel loro compito di ascoltare i frati uno ad uno in tutta la Regione.

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Nella Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista si è celebrata una S.Messa di suffragio per Padre Felice Angelo Moggia - centesimo frate cappuccino di Monterosso - fu missionario indefesso per 40 anni in Centrafrica.  

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Il Ministro Generale ha poi salutato, stupito e riconoscente, un signore e la sua signora Terziaria Francescana di Hong Kong che è stata promotrice di una colletta nella sua città tra i Terziari Francescani a favore del muro del Convento.

In questo momento di pausa di riposo per i Superiori si è creato spontaneamente e con semplicità un clima sereno di vero convivio fraterno.

Laus Deo 

 

 

 

 

 

 

Martedì 9 febbraio 2016 alle ore 7.30, all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, il Santo Padre Francesco ha celebrato la Santa Messa con 1.330 Frati Minori Cappuccini di tutto il mondo, convenuti in occasione della traslazione delle spoglie di San Pio da Pietrelcina e San Leopoldo Mandić.

 

 

Riportiamo di seguito il testo dell’Omelia e il video della Celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Francesco:

 

Omelia
Il perdono è una carezza di Dio !

 

"Nella liturgia della Parola di oggi si riscontrano due atteggiamenti. Un atteggiamento di grandezza davanti a Dio, che si esprime nell’umiltà di re Salomone, e un altro atteggiamento di meschinità che viene descritto dallo stesso Gesù: da come facevano i dottori della legge, che tutto era preciso, lasciavano da parte la legge, per fare le piccole tradizioni loro.

 

La tradizione vostra, dei Cappuccini, è una tradizione di perdono, di dare il perdono. Tra di voi ci sono tanti bravi confessori: è perché si sentono peccatori, come il nostro fra Cristoforo. Sanno che sono grandi peccatori, e davanti alla grandezza di Dio continuamente pregano: “Ascolta, Signore, e perdona” (cfr 1 Re 8,30). E perché sanno pregare così, sanno perdonare. Invece, quando qualcuno si dimentica la necessità che ha di perdono, lentamente si dimentica di Dio, si dimentica di chiedere perdono e non sa perdonare. L’umile, quello che si sente peccatore, è un gran perdonatore nel confessionale. L’altro, come questi dottori della legge che si sentono “i puri”, “i maestri”, soltanto sanno condannare.

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